AI MIEI TEMPI NON ERA COSI'!

26.04.2020

Perché essere genitori oggi è diventato più difficile? Perché i metodi educativi non sono più quelli di una volta? Perché ciò che fanno i genitori oggi non funziona più? La risposta è molto semplice: essere genitori oggi è più difficile rispetto a quando lo erano i nostri nonni, perché oggi essere bambini è più difficile!

Quali possono essere i fattori che influiscono sul ruolo genitoriale nella nostra epoca?

Una prima riflessione va fatta in merito a come è organzizzata oggi la famiglia. Al contrario delle epoche passate, in cui le famiglie erano allargate perché con i genitori e figli vivevano anche nonni e zii, la famiglia dei nostri tempi può essere definita "nucleare", formata solo da genitori e figli. I genitori oggi sono lontani dalla famiglia di origine e quindi viene a mancare quel supporto pratico, emotivo necessario alla crescita dei figli che in passato veniva fornito dai parenti che vivevano in casa. Si è passati da una condizione di "collaborazione", a una condizione di "isolamento".

Inoltre, le famiglie oggi sono organizzate più che altro sulle esigenze degli adulti e meno su quelle dei bambini, i quali sono così costretti ad adeguarsi a quelli che sono i tempi e i modi di vivere di mamma e papà. Oggi grazie allo sviluppo tecnologico, l'emancipazione femminile, sono entrambi i genitori a lavorare, mentre in passato le donne erano relegate in casa, badavano ad essa e si occupavano dei figli e a lavorare andavano solo gli uomini. Con mamma e papà che lavorano, si ha meno tempo libero da dedicare alla famiglia, aumentano le difficoltà nell'affrontare i tanti impegni e responsabilità. Bisogna farsi in quattro per far conciliare casa-lavoro-bambini. Come viene affrontata generalmente la situazione? Delegando la gestione e l'educazione dei figli ad altre persone. Quando si ha la fortuna di avere i nonni vicini sono loro ad occuparsene, ma in molti casi, ci si rivolge ad aiuti esterni come alla collaborazione di babysitter e tate.

Questi cambiamenti hanno un forte impatto sul ruolo educativo del genitore, che attualmente appare fortemente in "crisi". Dovendosi districare tra tanti impegni e difficoltà, il genitore avverte sempre più forte un'insicurezza di fondo. Si fa sempre più spazio l'idea di non essere all'altezza del ruolo che gli compete; aumentano i dubbi e le incertezze nell'educare i figli. Anche piccoli problemi sono fonte di preoccupazione perché creano in loro un grave senso di impotenza.

Cosa è possibile fare per riacquistare il proprio ruolo genitoriale?

Fare il genitore è un mestiere veramente difficile, non c'è un manuale del buon genitore. Però seguire alcuni accorgimenti può aiutare a destreggiarsi in questo arduo compito.

1. Un figlio va accettato nella sua unicità e totalità: l'essere genitore è in continuo divenire. Non bisogna rimanere ancorati a degli stereotipi del passato, all'idea che avevamo dei nostri genitori e del loro modo di educare. È importante adattarsi alla crescita dei propri figli e a essere in sintonia con i loro bisogni.

2. Essere in accordo con la crescita dei figli: è fondamentale che entrambi i genitori mantengano una posizione condivisa e autorevole nei confronti del figlio. L' incoerenza delle figure di riferimento nel processo di educazione genera confusione, destabilizzazione e frustrazione.

3. Chiedersi, cosa significa educare? Questo è un concetto che può generare di disaccordo tra i genitori. La tendenza è quella di pensare che si educa bene quando si riesce a far fare ai figli quello che si vuole! Di conseguenza quando questo non succede, si interviene con la punizione. Su questo punto bisogna fare chiarezza: educare non significa punire, ma insegnare ai bambini a scegliere, a saper prendere delle decisioni sin da piccoli.

4. Insegnare l'indipendenza. Spesso i genitori si sentono in dovere di proteggere i propri figli sostituendosi a loro, decidendo per loro. Questo comportamento viene considerato come un atto d'amore. Però non ci si rende conto che così facendo si nega loro la possibilità di crescere, di sperimentare, di fare da soli, di assumersi delle responsabilità ma soprattutto di poter imparare dai loro errori.

5. Insegnare a collaborare. Educare significa non esercitare il controllo sui figli. Lasciare che prendano decisioni in modo da imparare che ad ogni azione corrisponde una conseguenza. Insegnare la collaborazione porterà i bambini ad essere più disponibili, gli insegnerà ad autocontrollarsi, invece di sentirsi sotto controllo.  

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Dott.ssa Natalizia Francioso via C.Battisti n.6 Mira (Ve)-via T.Aspetti n.146 Padova     
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